La seguente lista indica i movimenti di base sulla scala maggiore da sviluppare tecnicamente durante un percorso di studio della improvvisazione. Naturalmente ciò va integrato con tutti gli altri argomenti di studio che concorrono alla formazione di un improvvisatore. In particolare quegli argomenti riferiti ad armonia e linguaggio musicale, come viene spesso ricordato in molti articoli su questo sito. Per rendere lo studio di questi movimenti melodici più aderente possibile alle esigenze jazzistiche, si procede, di solito, suonando tutti gli esercizi con una articolazione swing e con il metronomo in levare.
Nella composizione melodica, i movimenti melodici di base sulla scala maggiore si possono classificare in tre categorie principali: grado congiunto, salto e movimento cromatico. Ecco una descrizione dettagliata:
1. Movimento per grado congiunto
Consiste nel procedere da una nota alla successiva nella scala maggiore (ad esempio, da Do a Re, o da Mi a Fa).
Questo tipo di movimento crea una sensazione di continuità e fluidità melodica, ed è molto comune sia nella musica classica che nel jazz.
Esempio: una melodia che segue l’ordine della scala (Do, Re, Mi, Fa).
2. Movimento per salto
Implica un intervallo maggiore di un tono, ossia si salta una o più note della scala maggiore.
Può includere: Intervalli consonanti: terze, quinte, ottave (ad esempio, da Do a Mi).
Intervalli dissonanti: seconde maggiori o minori, settime (usati soprattutto per tensione o espressività).
I salti aggiungono varietà e interesse, rompendo la linearità del grado congiunto.
3. Movimento cromatico
Qui la melodia si muove attraverso semitoni, anche al di fuori delle note della scala maggiore.
È usato per creare tensione o collegare armonicamente note più distanti.
Nel jazz, il movimento cromatico è spesso utilizzato per arricchire la melodia, specie con l’uso di note di passaggio o approcci cromatici.
Esempi pratici nell’uso melodico:
Linea melodica semplice: utilizza prevalentemente gradi congiunti (esempio: Do-Re-Mi-Fa-Sol).
Linea dinamica: combina gradi congiunti e salti (esempio: Do-Re-Mi-Sol-La).
Linea tensione-risoluzione: utilizza cromatismi e salti (esempio: Do-Do#-Re-Fa-Mi).
Nella composizione, questi movimenti possono essere combinati per creare equilibrio tra coerenza e varietà melodica. Nel jazz, per esempio, si tende a enfatizzare i cromatismi e i salti per creare linee più “vivaci” e sofisticate.
Variazioni melodiche ricorrenti nel jazz
1) Ripetizione
la ripetizione rinforza un frammento melodico da te scelto trasformandolo in un momentaneo “tema” su cui esercitare delle variazioni. Consiglio: Scegli la frase o il frammento da cui partire prima di iniziare a suonare, ascoltando la base e immaginando quello che vuoi suonare.
2) Modifica il ritmo
Modificare il ritmo senza alterare la successione delle note. Il gioco della improvvisazione estemporanea si fonde con la struttura che deriva dalla frase musicle che stai utilizzando come tema.
3) Individuato un nuovo ritmo, ripetilo e modifica le note della frase applicando, approach notes, cromatismi, spostamento su gradi diversi della scala etc. (questo punto e suscettibile di un vasto ampliamento ). In questo modo porti qualcosa della frase che hai appena suonato nella frse successiva creando un discorso coerente e direzionato.
4) aquisisci materiale di partenza per le tue variazioni dalle frasi del repertorio jazz dei grandi solisti.