Pensare la musica direttamente sullo strumento
Il tema ricorrente su questo sito è: come imparare ad improvvisare jazz? In questo post pubblico la traduzione di un interessante articolo scientifico che riporta i risultati di uno studio condotto sul cervello di un numero di musicisti durante l’improvvisazione, attraverso la risonanza magnetica. Questa tecnica consente di fotografare quali aree del cervello si attivano durante una performance. Ebbene, ciò che risulta dallo studio è che se durante l’apprendimento di un materiale nuovo a lavorare è soprattutto la corteccia prefrontale, dove risiede quella che è comunemente indicata come “mente razionale”, con la ripetizione e l’esercizio, l’attività viene progressivamente controllata sempre di più dalle aree limbiche del cervello, preposte alla gestione delle emozioni e della memoria. 
Quindi attraverso l’allenamento è possibile interiorizzare un gesto musicale per renderlo sempre più automatico e svincolato dalla valutazione razionale della corteccia prefrontale.
Come allenarsi ad improvvisare
Facendo una rapida sintesi tra quanto detto sulla teoria del gioco di Winnicott e il contenuto di questo studio, capiamo come non ci può essere improvvisazione senza una familiarità robusta con lo strumento e quindi ciò che va perseguito è il raggiungimento di un equilibrio tra ciò che possiamo interiorizzare come performance sullo strumento e la complessità del materiale al quale ci stiamo dedicando. Quest’ultima, infatti, cresce a dismisura quando desideriamo interagire con altri musicisti su strutture armoniche complicate impedendoci nel mantenimento di quell’atteggiamento di fiducia all’interno del quale può svolgersi il gioco e quindi esprimersi la creatività. Ecco perché l’apprendimento del jazz suggerito da sempre dai grandi maestri, consiste di formule semplici ma ripetute cosi tante volte da diventare substrato istintivo su cui poter innestare scelte creative immediate e non più appannaggio esclusivo della razionalità.