8 Novembre 2019

Proposte didattiche

Programma del corso di Sax


Studiare il sax – livello base
Conoscenza dello strumento: Tipi di sax, tipi ancia, tipi di bocchino, accessori, funzionamento, manutenzione.
Tecnica dello strumento: Tipi di imboccatura e di sonorità ottenibili, tipi di respirazione, postura, diteggiatura, suoni armonici.
Leggere la musica: L’approccio alla lettura viene gestito in modo personalizzato attraverso i metodi Skornika (Rubank), e materiale originale di Paolo Farinelli comprendente trascrizioni originali di motivi celebri, 50 esercizi di tecnica per principianti e 120 esercizi con base suddivisi in 8 gradi di difficoltà e riprodotti in 4 diverse tonalità.

Il ritmo: L’uso del metronomo, il solfeggio ritmico, la applicazione del ritmo a semplici forme di improvvisazione ed ai vari linguaggi: classico, rock, jazz.

Studiare il sax: livello intermedio

Tendenze individuali: In questa fase è necessario compieree le prime scelte di campo per operare coerentemente alle diverse intenzioni curriculari e trovare una formula di studio adeguata ad aspiranti professionisti o a dilettanti. Lo studio della tecnica, quello dei brani preferiti, l’ascolto guidato o i primi studi di improvvisazione vengono alternati in modo diverso per ognuno concertando con l’insegnante la giusta formula didattica.

Gli stili: L’interpretazione del fraseggio nei vari stili (classico, pop, swing, blues) è un campo di applicazione nel quale si iniziano ad esplorare le caratteristiche espressive del sassofono messe in atto attraverso vibrato, dinamica, legato e staccato. Per dare luogo a pronuncia ritmica, bending e a tutte quelle inflessioni tipiche del sassofono. Esplorare gli stili amplia la propria conoscenza musicale e accresce la sensibilità nei confronti di altri tipi di musica rispetto a quelli normalmente preferiti.

La tecnica: Ai tradizionali metodi di Tecnica classica (Klose’ Lacour; Salviani etc) vengono affiancati gli studi dei vari volumi di Lennie Niehaus, Bob Mintzer, Jim Snaidero etc.

L’improvvisazione: Semplici pratiche improvvisative introducono alla abitudine di suonare senza spartito predisponendo alla introduzione del blues e di elementi base di armonia jazz.

Improvvisazione e tecnica avanzata: Teoria musicale: Tutto quanto è necessario sapere per leggere la musica nei vari linguaggi: classico, jazz solistico, jazz orchestrale, pop. I singoli argomenti possono essere dedotti dall’indice di un qualunque compendio di teoria classica es.: Lezioni di Teoria musicale – Poltronieri, Barrie Nettles Vol1, Bill Dobbins vol.1 etx.etc.

Il blues, le scale pentatoniche e le frasi caratterizzanti dei vari stili musicali. La musica pop e come vengono applicate a questa le frasi del blues. Il Jazz, le scale diatoniche e non ed il loro utilizzo nell’improvvisazione, gli accordi, le cadenze, le sostituzioni. Il repertorio viene introdotto utilizzando brani come: So what, Summertime, Cantalupe Island, Blue Bossa, Bye Bye Blackbird, I got rhythm e un buon numero gli standard. Per proseguire sarà possibile approfondire la conoscenza del linguaggio jazz attraverso i brani di Charlie Parker poi di John Coltrane Coltrane fino a Giant Steps, Moment’s notice, Countdown.

Analisi armonica: L’analisi delle strutture armoniche più comuni condotta in modo finalizzato all’improvvisazione. A livelli più avanzati vengono affrontati standard anche complessi e sequenze armoniche adatte alla superimposizione tonale.

Storia del Jazz e guida all’ascolto: L’evolversi degli stili durante il “secolo del Jazz” traccia un percorso evolutivo nel quale gli elementi teorici e pratici si succedono in una logica di complessità crescente che corrisponde a quanto affronta un musicista che impara a suonare questa musica nella sua evoluzione personale. L’analisi degli assoli dei grandi musicisti passa anche per la loro collocazione storica.

 

 

Laboratorio – improvvisazione 


Il corso si articola in 2 livelli di difficoltà:

Livello 1 – Principianti

Prima di accedere alle informazioni inerenti la improvvisazione tonale è necessario compiere una serie di esperienze improvvisative elementari nelle quali prendere contatto con il proprio istinto musicale per educarlo ed affinarlo in contesti armonici semplici come blues, rock, pop o semplici brani di jazz modale.

In questa fase la improvvisazione può essere oggetto di un tipo di studio dove è possibile organizzare la pratica secondo dei criteri formali specifici come domanda e risposta, ripetizione, variazioni ritmiche, variazioni melodiche etc. etc. Questo allo scopo di introdurre ad un approccio alla improvvisazione dove l’istinto individuale possa integrarsi con criteri razionali alla ricerca di un equilibrio fra istinto e razionalità. L’inserimento di elementi teorici legati all’improvvisazione tonale potrà così innestarsi su di un bagaglio esperienziale ponendosi come strumento di potenziamento delle capacità espressive e non già come sterile esercizio di tecnica fine a se stessa.

La conduzione del laboratorio consiste nello stabilire una relazione creativa che è diversa per ogni coppia insegnante-allievo o insegnante-gruppo. Ciò non consente la formulazione analitica di un programma di studio nel quale gli argomenti devono trovare una base pratica per essere affrontati.

In questa fase non potranno essere lasciati in disparte gli elementi tecnici di base dello strumento, gli elementi tecnici di base musicali come intonazione, ritmo e lettura di spartiti elementari, la memorizzazione di melodie e di alcune prime strutture armoniche di base reperite fra scale, accordi e cadenze elementari.

Livello 2 – Intermedio/avanzato

A questo livello possono accedere solo gli studenti che hanno dimostrato un interesse per la improvvisazione jazz. Le pratiche affrontate dal gruppo di studio saranno formulate secondo un criterio di intermediazione fra aspetti di linguaggio, teorici e tecnici. Questo tipo di approccio allo studio del jazz è quello tradizionalmente legato alla pratica jazzistica tradizionale dove gli elementi teorici, tecnici e di linguaggio sono fusi insieme in una unica pratica. Questo approccio allo studio consente di sviluppare una conoscenza intuitiva della armonia dove i singoli argomenti trovano posto secondo una gerarchia di utilizzo e non di sistemazione analitica come i manuali suggeriscono. Inoltre ciò implica l’intervento di una dose di sintesi personale che resta ingrediente essenziale nello studio della improvvisazione.

Il tradizionale palinsesto degli argomenti teorici che comprende tutti i tipi di accordi, scale e cadenze, verrà quindi affrontato in prima battuta in modo collegato ai singoli brani e in seguito, rivisitato analiticamente argomento per argomento.

Il testo di teoria utilizzato come riferimento principale è quello di Barry Nettles e Richard Graf: “The Chord Scale Theory & Jazz Harmony”.

Sarà possibilie confrontarsi occasionalmente con i seguenti libri: Hal Crook: How to Improvise; Jerry Bergonzi: Inside Improvvisation Volumi 1, 2, 4; Walter Piston: Harmony. Pagine sparse estratte dagli autori: Bill Dobbins, Mark Levine, Josef Viola, Oliver Nelson, Jerry Coker, Casale etc.

 

Corso di sax  ( leggiscarica PDF )

Laboratorio di improvvisazione  (leggiscarica PDF )

Laboratorio big band o sezione di sax  (leggiscarica PDF)

 

Approfondimenti – link


Impostazione didattica utilizzata nei corsi di Jazz

Sito web di supporto didattico per i corsi dal vivo e online

Pratiche dimostrative per un seminario breve sulla improvvisazione

Curriculum di Paolo Farinelli

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