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Corsi dal vivo


Corso di sax  ( leggi - scarica PDF )

Laboratorio di improvvisazione  (leggi - scarica PDF )

Laboratorio big band o sezione di sax  (leggi - scarica PDF)

 

Approfondimenti - link


Impostazione didattica utilizzata nei corsi di Jazz

Sito web di supporto didattico per i corsi dal vivo e online

Pratiche dimostrative per un seminario breve sulla improvvisazione

Curriculum di Paolo Farinelli

Video

 

 

 

 

 

Programma del corso di Sax


Studiare il sax - livello base
Conoscenza dello strumento: Tipi di sax, tipi ancia, tipi di bocchino, accessori, funzionamento, manutenzione.
Tecnica dello strumento: Tipi di imboccatura e di sonorità ottenibili, tipi di respirazione, postura, diteggiatura, suoni armonici.
Leggere la musica: L'approccio alla lettura viene gestito in modo personalizzato attraverso i metodi Skornika (Rubank), e materiale originale di Paolo Farinelli comprendente trascrizioni originali di motivi celebri, 50 esercizi di tecnica per principianti e 120 esercizi con base suddivisi in 8 gradi di difficoltà e riprodotti in 4 diverse tonalità.

Il ritmo: L'uso del metronomo, il solfeggio ritmico, la applicazione del ritmo a semplici forme di improvvisazione ed ai vari linguaggi: classico, rock, jazz.

Studiare il sax: livello intermedio

Tendenze individuali: In questa fase è necessario compieree le prime scelte di campo per operare coerentemente alle diverse intenzioni curriculari e trovare una formula di studio adeguata ad aspiranti professionisti o a dilettanti. Lo studio della tecnica, quello dei brani preferiti, l'ascolto guidato o i primi studi di improvvisazione vengono alternati in modo diverso per ognuno concertando con l'insegnante la giusta formula didattica.

Gli stili: L'interpretazione del fraseggio nei vari stili (classico, pop, swing, blues) è un campo di applicazione nel quale si iniziano ad esplorare le caratteristiche espressive del sassofono messe in atto attraverso vibrato, dinamica, legato e staccato. Per dare luogo a pronuncia ritmica, bending e a tutte quelle inflessioni tipiche del sassofono. Esplorare gli stili amplia la propria conoscenza musicale e accresce la sensibilità nei confronti di altri tipi di musica rispetto a quelli normalmente preferiti.

La tecnica: Ai tradizionali metodi di Tecnica classica (Klose' Lacour; Salviani etc) vengono affiancati gli studi dei vari volumi di Lennie Niehaus, Bob Mintzer, Jim Snaidero etc.

L'improvvisazione: Semplici pratiche improvvisative introducono alla abitudine di suonare senza spartito predisponendo alla introduzione del blues e di elementi base di armonia jazz.

Improvvisazione e tecnica avanzata: Teoria musicale: Tutto quanto è necessario sapere per leggere la musica nei vari linguaggi: classico, jazz solistico, jazz orchestrale, pop. I singoli argomenti possono essere dedotti dall'indice di un qualunque compendio di teoria classica es.: Lezioni di Teoria musicale - Poltronieri, Barrie Nettles Vol1, Bill Dobbins vol.1 etx.etc.

Il blues, le scale pentatoniche e le frasi caratterizzanti dei vari stili musicali. La musica pop e come vengono applicate a questa le frasi del blues. Il Jazz, le scale diatoniche e non ed il loro utilizzo nell'improvvisazione, gli accordi, le cadenze, le sostituzioni. Il repertorio viene introdotto utilizzando brani come: So what, Summertime, Cantalupe Island, Blue Bossa, Bye Bye Blackbird, I got rhythm e un buon numero gli standard. Per proseguire sarà possibile approfondire la conoscenza del linguaggio jazz attraverso i brani di Charlie Parker poi di John Coltrane Coltrane fino a Giant Steps, Moment's notice, Countdown.

Analisi armonica: L'analisi delle strutture armoniche più comuni condotta in modo finalizzato all'improvvisazione. A livelli più avanzati vengono affrontati standard anche complessi e sequenze armoniche adatte alla superimposizione tonale.

Storia del Jazz e guida all'ascolto: L'evolversi degli stili durante il "secolo del Jazz" traccia un percorso evolutivo nel quale gli elementi teorici e pratici si succedono in una logica di complessità crescente che corrisponde a quanto affronta un musicista che impara a suonare questa musica nella sua evoluzione personale. L'analisi degli assoli dei grandi musicisti passa anche per la loro collocazione storica.

 

 

 

Laboratorio - improvvisazione 


Il corso si articola in 2 livelli di difficoltà:

Livello 1 – Principianti

Prima di accedere alle informazioni inerenti la improvvisazione tonale è necessario compiere una serie di esperienze improvvisative elementari nelle quali prendere contatto con il proprio istinto musicale per educarlo ed affinarlo in contesti armonici semplici come blues, rock, pop o semplici brani di jazz modale.

In questa fase la improvvisazione può essere oggetto di un tipo di studio dove è possibile organizzare la pratica secondo dei criteri formali specifici come domanda e risposta, ripetizione, variazioni ritmiche, variazioni melodiche etc. etc. Questo allo scopo di introdurre ad un approccio alla improvvisazione dove l’istinto individuale possa integrarsi con criteri razionali alla ricerca di un equilibrio fra istinto e razionalità. L’inserimento di elementi teorici legati all’improvvisazione tonale potrà così innestarsi su di un bagaglio esperienziale ponendosi come strumento di potenziamento delle capacità espressive e non già come sterile esercizio di tecnica fine a se stessa.

La conduzione del laboratorio consiste nello stabilire una relazione creativa che è diversa per ogni coppia insegnante-allievo o insegnante-gruppo. Ciò non consente la formulazione analitica di un programma di studio nel quale gli argomenti devono trovare una base pratica per essere affrontati.

In questa fase non potranno essere lasciati in disparte gli elementi tecnici di base dello strumento, gli elementi tecnici di base musicali come intonazione, ritmo e lettura di spartiti elementari, la memorizzazione di melodie e di alcune prime strutture armoniche di base reperite fra scale, accordi e cadenze elementari.

Livello 2 – Intermedio/avanzato

A questo livello possono accedere solo gli studenti che hanno dimostrato un interesse per la improvvisazione jazz. Le pratiche affrontate dal gruppo di studio saranno formulate secondo un criterio di intermediazione fra aspetti di linguaggio, teorici e tecnici. Questo tipo di approccio allo studio del jazz è quello tradizionalmente legato alla pratica jazzistica tradizionale dove gli elementi teorici, tecnici e di linguaggio sono fusi insieme in una unica pratica. Questo approccio allo studio consente di sviluppare una conoscenza intuitiva della armonia dove i singoli argomenti trovano posto secondo una gerarchia di utilizzo e non di sistemazione analitica come i manuali suggeriscono. Inoltre ciò implica l’intervento di una dose di sintesi personale che resta ingrediente essenziale nello studio della improvvisazione.

Il tradizionale palinsesto degli argomenti teorici che comprende tutti i tipi di accordi, scale e cadenze, verrà quindi affrontato in prima battuta in modo collegato ai singoli brani e in seguito, rivisitato analiticamente argomento per argomento.

Il testo di teoria utilizzato come riferimento principale è quello di Barry Nettles e Richard Graf: “The Chord Scale Theory & Jazz Harmony”.

Sarà possibilie confrontarsi occasionalmente con i seguenti libri: Hal Crook: How to Improvise; Jerry Bergonzi: Inside Improvvisation Volumi 1, 2, 4; Walter Piston: Harmony. Pagine sparse estratte dagli autori: Bill Dobbins, Mark Levine, Josef Viola, Oliver Nelson, Jerry Coker, Casale etc.

 

 

Laboratorio – big band 


Attraverso l’allestimento dei brani per big band scritti in stile tradizionale, questo laboratorio si prefigge lo scopo di affrontare tutti quegli argomenti tecnici legati alle sezioni dei fiati: sax, trombe e tromboni. La lettura degli spartiti di orchestra pone, infatti, una serie di problemi essenziali per la evoluzione di un buon strumentista e/o improvvisatore. Questi possono essere così riassunti:

  1. La lettura delle figure ritmiche sullo spartito in modo sincronizzato agli altri membri della orchestra: divisioni, attacco, dinamica, pronuncia, chiusure delle note, intonazione.

  2. Esecuzione dei vari segni di espressione: legato, staccato, accento, sforzato, crescendo, glissato, vibrato, bending etc.etc.

  3. Iinterpretazione dei vari stili dal punto di vista ritmico (latino, swing, funky etc) con particolare riferimento al levare di croma nella salsa e nello swing.

  4. La capacità di mantenere la intonazione, dinamica e qualità timbrica durante la esecuzione dei vari segni di espressione.

  5. Correzione dei difetti di emissione: il problema principale per chi suona uno strumento a fiato in orchestra è quello di adottare una emissione di fiato controllata attraverso l’uso di tutti i gruppi muscolari interessati. La compressione dell’aria e l’ottenimento di una stabilità sonora sufficiente ad ottenere una discreta sonorità orchestrale passano, infatti, per una precisa successione di interventi muscolari che vanno educati in modo specifico.

  6. A chi sarà interessato verrà fornito un supporto specifico in tema di improvvisazione: come leggere le sigle ed approntare un asemplice assolo da eseguire in ambito orchestrale. In questo senso sarà possibile ampliare a piacere l’ambito di studio facendo riferimento a quanto riportato nella proposta di corso di improvvisazione

 

 

 

 

Curriculum artistico e professionale di Paolo Farinelli


Formazione : Nato a Roma nel 1963 - Dal 1981 al 85 studia il sax con Sandro Satta  poi con Alfredo Santoloci, Steve Grossmann, Gianni Oddi, David Gross a New York, Maurizio Giammarco (Jazz Univerity di Terni). Seminari brevi: Sal Nistico, Gary Bartz, George Garzone, Michael Brecker, Elvin Jones, Perugia Jazz clinics della Berklee College of Music con Billy Pierce, Barry Harris.
Laureato con 110 e lode in Jazz al conservatorio di S.Cecilia - Roma  (1° livello).
Esperienze professionali 1991 –  2002  Suona a "Radiouno Jazz" e "Radiotre Suite"- E' assistente musicale per  sei mesi al "Notturno Italiano" (Radio Uno) - Lavora per tre anni presso l'IMAIE(www.imaie.it) - Suona nel "Ulisse e l'ombra" di Bruno Tommaso  - Apre un corso di improvvisazione jazz per la formazione professionale della Regione Lazio che dura fino al 2003. Suona nell’orchestra “Perez Prado”  con Aldo Bassi e Massimo Pirone - Entra a far parte del corpo insegnanti della "Staff Music School" e delle scuole “Music All” e “Ciack” - Consegue il primo posto nel concorso "Sangemini Jazz". In giuria Bill Smith .Partecipa al festival "Spoltore Ensamble" come membro della "Braxwood Performing Orchestra" - Entra a far parte del quartetto di sassofoni classico "New Saxophone Quartet" (Bozza, Debussy, Piazzolla) - Partecipa al festival Brescia Music Art con Pasquale Panella, Carlo e Mauro Battisti e M. di Gennaro - E' assistente musicale in varie trasmissioni di Rai Radiouno, (Giugno - Settembre).
2003 -  2010 Suona nel: "Il mondo di Mr. Peters" di Giorgio Albertazzi, con Maurizio Giammarco, Roberto Gatto, Marco Di Gennaro. E' ospite del quintetto di R. Gatto con Dado Moroni, Rosario Bonaccorso, Gianluca Petrella (Festival Jazz di Trevi nell’Umbria). E' Presidente della associazione Culturale "Massimo Urbani" fino al 2007 (40 soci fondatori www.associazionemassimourbani.org ) per la quale cura le rassegne al Teatro Colosseo (2003) , Archeo Jazz – Terme di Diocleziano (2004), Max Lives – Casa del Jazz (2005)Forma la "Golden Section" conFabiano Pellini e Giorgio Cuscito. Entra a far parte della "Red Pellini Gang " con la quale partecipa ai festival di internazionali di Campomarino,  Copertino  e  Potenza. È membro del "Mario Donatone Circus". Suona alla Casa del Jazz.  Pubblica  ”Sassofonologia” , un CD di jazz classico con la formazione di tre fiati più ritmica, con Pellini e Velotti.  Suona come 1° alto nell’allestimento dei concerti sacri di D. Ellington (Pasqua al  Pigneto, Orchestra di 40 elem. con coro e voci soliste) Suona alla casa del Jazz con Lino Patruno. Suona nell'orchestra di Mario Raja in un concerto al Teatro Palladium. Suona  in "Shakespeare in Jazz" di Giorgio Albertazzi: 1 mese al teatro Sistina con Amy Stewart e Serena Autieri;  Musiche di Duke Ellington e Marco di Gennaro con Maurizio Giammarco, Andy Gravish, Tony Cattano, Pietro Ciancaglini e Andrea Nunzi. Suona all'auditorium del conservatorio di S.Cecilia nella classe di sassofono di  Javier Girotto in un repertorio di arrangiamenti originali per quattro sax e ritmica.  Nella classe di Paolo Damiani suona con Jasper Blom e Marco Tamburini in una collaborazione con i cons. di Rovigo e Amsterdam . Il quartetto di "Silent Quartet" che suona il repertorio originale di Paolo Farinelli è formato da Francesco Ponticelli: Contrabbasso. Francesco Poeti : Chitarra, Andrea Nunzi : Batteria.
2011 - 2017 Primo alto nell'orchestra che presenta i concerti sacri di Ellington al teatro di Cortona. Suona nella rassegna "notti d'estate a Castel S.Angelo" a Roma presentando un quartetto a suo nome con brani originali e standards. Entra a far parte dell' Ottetto di Elvio Ghigliordini con Claudio Corvini e Pietro Iodice. Nel quartetto di Antonio Flinta  partecipa al Kalevala Festival Jazz in Karelia (Russia 2015), al JFC jazz club (St. Pietroburgo - 2015) e a Jazzkerho-76, (Johensu Finlandia 2015). Ai festival Jazz di Almaty e Shymkent (Kazakistan - 2017). 
2018 E' primo sax alto nell'orchestra Mambo Puente Latino in due concerti all'auditorium Parco della Musica e vari concerti in manifestazioni Italiane dedicate alla musica salsa. 

Discografia:

Lulu' (C. Mastroianni quartet - 1999)
10° Anniversary (Red Pellini Gang - 2005)
Red e Boss (Red Pellini Gang - 2006)
Sassofofonologia (P.Farinelli-R.Pellini-L.Velotti - 2007)
Parole Confuse (T. Bacchetta Quintet 2008)
Standards (Silent Trio - 2009)
La Noche Arrolladora (Antonio Flinta Quartet - 2017)

 

 

 

 

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