Teoria

1 – Gli intervalli

1 - Gli intervalli I suoni possono essere acuti o gravi e differire tra di loro per ALTEZZA. Un suono ACUTO é quindi anche detto  "alto" mentre un suono GRAVE é anche detto "basso". L'altezza di una nota dipende dalla frequenza che caratterizza l'onda sonora ad essa corrispondente. A diverse frequenze corrispondono diverse altezze. Ad...

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2 – La scala maggiore

2 - La scala maggiore Analisi armonica della Scala Maggiore Questo prontuario supporta l'analisi della scala maggiore che viene svolta durante la lezione on line. Come si vede nel prontuario armonizzando la scala maggiore si ottengono gli accordi. Ovvero insiemi di 4 note (accordi di settima) caratterizzati dai particolari intervalli fra le note che li...

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3 – Accordi e sigle

3 - Accordi e sigle Questi sintetici prontuari raccolgono le informazioni essenziali per leggere le sigle accordali. La nomenclatura è quella comunemente in uso in ambito jazzistico e non corrisponde al quella descritta nei manuali di armonia classici dove gli accordi di settima sono nominati in 4 "specie" differenti. ( Wikipedia : accordo di settima)

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4 – Scale maggiori e triadi

4 - Scale maggiori e triadi Per iniziare a studiare le scale è utile scomporle in elementi più semplici. La scala di sette note infatti è composta da due tetracordi identici nella struttura posti uno di seguito all'altro (es. scala di do maggiore: DO RE MI FA  / SOL LA SI DO  cfr. scala pitagorica). Combinando...

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5 – Scale maggiori e accordi di settima

5 - Scale maggiori e accordi di settima Questa è forse la tabella più importante per un apprendista improvvisatore. La relazione tra le scale maggiori e gli accordi in esse contenuti, deve diventare tanto ovvia da consentire una immediata esecuzione degli arpeggi correlati agli accordi che ci si trova ad affrontare durante un assolo.

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6 – modi della scala maggiore

6 - modi della scala maggiore La prima nota  di un brano, la prima nota di una scala o di un'arpeggio continuano a risuonare nella memoria a breve termine del nostro cervello andando ad influenzare l'ascolto di tutto quello che viene dopo. Da un punto di vista fisico quel suono non è più nell'aria ma...

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7 – Le scale minori

7 - Le scale minori La differenza tra il modo maggiore e quello minore è data dalla diminuzione di un semitono del terzo grado detto anche "modale" . E' infatti questa  nota che determina la differenza tra il modo maggiore e quello minore. Nella tonalità di DO il terzo grado  è MI. Se nella scala...

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8 – La scala diminuita

8 - La scala diminuita La scala diminuita viene usata tradizionalmente nel jazz per sviluppare l'accordo diminuito spesso utilizzato nelle progressioni armoniche come sostituto della dominante ( o come passaggio cromatico). Per estensione quindi la scala diminuita sviluppa la dominante sovraimponendo all'accordo di partenza le tensioni alterate. Per fare un esempio G7 Si arricchisce di...

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9 – Scale Pentatoniche

9 - Scale Pentatoniche Le scale pentatoniche maggiori sono formate da 5 note che corrispondono ai gradi: 1 2 3 5 6 della scala maggiore. Se riferite alla tonalità relativa minore tali gradi diventano 1 3b 4 5 7b. Riferendo la pentatonica maggiore alla scala maggiore corrispondente si vede che le note omesse sono la

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Cenni di armonia

Cenni di armonia Una trattazione completa di questi argomenti è rintracciabile in numerosi ed insostituibili manuali di armonia alcuni dei quali, fra  i principali: Walter Piston: Harmony Barry Nettles: Berklee Harmony Ted Pease: Big Band Arranging and Score Analysis Bill Dobbins: Jazz Arranging And Composing - A Linear Approach Mark Levine: Jazz Theory Book -...

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Teoria classica

Teoria classica Un metodo di teoria è sempre utile per riassumere le nozioni fondamentali necessarie alla lettura dello spartito musicale. In questo metodo puoi trovare le nozioni che riguardano la notazione, il ritmo, la tonalità etc.   Visualizza Teoria classica vol 1 Visualizza Teoria classica vol 2  

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