Gli accordi con il SAX

I rivolti

Un accordo si presenta nello stato fondamentale quando al basso si trova la nota che da’ il nome all’accordo ( la fondamentale appunto). Se la fondamentale sale di una ottava ecco che al basso si trova la terza. Siamo in presenza allora di un “primo rivolto”. Se anche la terza viene portata alla ottava sueriore allora siamo in presenza di un “secondo rivolto” e così via. In una accordo con il basso cambiato si usa utilizzare una barra per segnalare in sigla il nuovo basso. Ad esempio C/E vuol dire “DO maggiore triade con MI al basso.

 

 

Rivolti

Suonare gli accordi con il sax

Perchè i rivolti sono così importanti in musica e perchè occuparcene con il sassofono dato che non possiamo suonare più note contemporaneamente? Per prima cosa bisogna considerare che  nella cosidetta “memoria di lavoro” del nostro cervello, le note continuano a suonare anche diversi secondi dopo che il suono è terminato a meno che non vengano cancellate da nuovi suoni più forti.  Questo significa che anche quando ascoltiamo le note (voci) che compongono un accordo suonate in successione, dentro il nostro “orecchio” possiamo sentire il suono dell’accordo complessivo. Quindi quando improvvisiamo con il sax in realtà disegniamo delle armonie anche facendo una nota alla volta. Già nel ‘700 Jean-Philippe Rameau, aveva individuato la triade maggiore come una delle strutture portanti della tonalità dato che, anche se rivoltata, la triade maggiore restituisce sempre il suono della tonalità.

L’improvvisazione

Ora immaginate che improvvisando, una frase musicale che stiamo suonando sull’accordo di DO ci porti in cima allo strumento, in alto, verso il do acuto… in quel momento l’armonia cambia e il brano entra in una zona dove la tonalità è diventata Abmaj.. Per creare una continuità melodica dovremo cercare di entrare nel nuovo accordo la’ dove ci troviamo senza dover scendere sul Ab per arpeggiare l’accordo partendo dalla nota che più facilmente ci ricordiamo. Ebbene DO è la terza dell’accordo di Ab e quindi se semplicemente manteniamo il DO la continuità melodica è assicurata. Quindi ecco che diventa importante praticare gli accordi in tutti i rivolti (o “inversioni”) proprio per poterne fare un uso il più possibile libero dagli schemi e capace di assecondare il nostro istinto di improvvisatori. Un primo approccio con i rivolti viene applicato nella pagina sul BLUES dedicata a chi vuole iniziare ad orientarsi con il jazz. Naturalmente non è la cosa più importante ne’ l’unica. A formare un buon improvvisatore concorrono una serie di abilità fra le quali certamente, quella di maneggiare l’armonia ha il suo peso. Una completa tavola degli accordi generati dalle scale maggiori la trovi in questa pagina.

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