Charlie Parker

In questo breve articolo vorrei dare alcune informazioni essenziali e qualche ascolto per chi non sa nulla di questo grandissimo sassofonista. Charlie Parker Nasce a Kansas City nel 1920. Di origini piuttosto umili, manifesta un talento precoce che lo porta ai primi ingaggi appena quindicenne. Parker svolge le sua carriera di sassofonista contralto passando più volte dalla costa est a Los Angeles. Conosce la droga, l'ospedale psichiatrico ed una vita vissuta senza freni con molti problemi relazionali ma un talento per la musica travolgente. Muore a 34 anni ormai esausto. Se desideri una biografia più accurata ti consiglio quella su wikipedia: Wikipedia - Charlie Parker

La storia

Parker è amato ed ammirato da tutti i musicisti suoi contemporanei eppure questo non basta garantirgli una esistenza regolare. La carica innovativa del suo approccio musicale si manifesta all'inizio degli anni 40 mentre le orchestre swing incominciano a recedere dall'enorme favore di pubblico conosciuto nel decennio precedente.Mentre stili diversi, fra i quali il Rhythm'n blues, prendono piede, Parker diventa protagonista di una fase nella quale il jazz si distacca dalla funzione di supporto al ballo, o nel musical, come motore stesso dello R-2941622-1332157651.jpegshow business, per diventare una musica d'autore, dei musicisti per i musicisti, oggetto di interesse ricercato ed esoterico. Non a caso l'esistenzialismo, gli Hipsters* e la Beat Generation poi, sembrano mescolarsi e sovrapporsi alla identità Bebop che porta con se i significati di una autentica rivolta al conformismo dorato del mondo dello swing nel quale tutti i musicisti erano costretti a lavorare a ritmi a volte infernali.

La musica di Parker è quindi tutt'altro che semplice e banalmente accattivante. I temi (le melodie scritte) codificano un linguaggio ritmico fatto di accenti incalzanti che danno luogo a costruzioni perfette sia nella forma che nell'intento comunicativo. I temi di Parker sono luminosi, positivi, imprevedibili e imbevuti di vitalità. Sembrano un concentrato puro di Jazz nel quale la spinta ritmica e la nitidezza armonica raggiungono una densità solo preparata dallo swing e raramente concretizzata. I meravigliosi giochi ritmici di Goodman, firmati Fletcher Henderson, o quelli altrettanto entusiasmanti di Count Basie, dopo aver ascoltato Parker, non suonano più nello stesso modo.

Solisticamente Parker esprime una carica anche maggiore di quella già incredibile delle sue composizioni. Nel bebop, tempi improponibili nella routine delle orchestre, diventano normale amministrazione e il carico di sentimenti messi in gioco assume caratteristiche avventurose, di scoperta di se' e di narrazione di se' fuori dalle identità standardizzate dei solisti orchestrali e forse continuazione di quel percorso espressivo che i primi solisti, ancora imbevuti della commedia di strada del Vaudeville, avevano inconsapevolmente intrapreso 30 o 40 anni prima.

Charlie ParkerLa playlist è quindi dedicata a chi non conosce nulla di Parker e desidera ascoltare qualcosa di questo incredibile musicista. Ricordo il film di Clint Eastwood "Bird" dedicato alla vita di Charlie Parker dove, nella colonna sonora, è stata fatta una operazione non universalmente apprezzata di sostituzione delle basi di accompagnamento alle esecuzioni originali di Parker. Il film è comunque bello e intenso.

Discografia completa: All Music Guide - Charlie Parker

Discografia essenziale ( a cura di Mauro Verrone)

Come album vorrei segnalare: Live at Birdland, March 31 1951(Columbia JC 34831) e Concerto del '53 alla Massey Hall di Toronto. Come singoli brani: Famous alto break su A Night in Tunisia, Ko-Ko, Now's the time, Embraceable You, Just Friends (with strings), Repetition, Cool Blues (con Erroll Garner), Parker's Mood... 

Biografie: capitolo su "Jazz " (Arrigo Polillo - Mondadori), capitolo su "Jazz" (Hobsbawn - Ed Riuniti), Charlie Parker (Carl Woideck - Feltrinelli)

*Hipsters: (Norman Mailer, The White Negro, pubblicato nel 1957) "Hipster.. esistenzialisti americani, giovani bianchi che rifiutano il modello conservatore della società dominante e laboriosa per guardare a ideologie dettate da culture marginali di ribellione, come quella espressa dalla comunità nera e drammatizzata nei ritmi selvaggi del jazz be-bop…

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